"Conversione
in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 luglio
2005, n. 144, recante misure urgenti per il contrasto
del terrori smo internazionale"
Gazzetta Ufficiale n. 177 del
1 agosto 2005
Consultare
una pagina web o spedire una e-mail da uno delle migliaia
di Internet point presenti in Italia è possibile
solo esibendo un documento di identità. È
l’effetto più importante del decreto attuativo
delle nuove norme antiterrorismo, firmato dai ministri Pisanu
(Interno), Landolfi (Comunicazioni) e Stanca (Innovazione
e tecnologie) e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 177
del 1 agosto 2005.
Obiettivo:
monitorare una rete - quella delle «postazioni pubbliche
non vigilate per comunicazioni telematiche» - sempre
più usata dai terroristi per scambiarsi messaggi.
In realtà, la prima e più immediata conseguenza
sarà di modificare le abitudini dei clienti e i sistemi
di gestione dei proprietari.
Con
le nuove norme, lo scenario muta radicalmente: il gestore
del locale deve «identificare chi accede ai
servizi telefonici e telematici offerti, prima dell’accesso
stesso o dell’offerta di credenziali di accesso, acquisendo
i dati anagrafici riportati su un documento di identità,
nonché il tipo, il numero e la riproduzione del documento
presentato dall’utente »; «adottare
le misure fisiche o tecnologiche occorrenti per impedire
l’accesso agli apparecchi terminali a persone che
non siano preventivamente identificate con le modalità»
indicate; «assicurare il corretto trattamento
dei dati acquisiti e la loro conservazione»
fino al 31 dicembre 2007. I dati, «esclusi i contenuti
delle comunicazioni», dovranno essere messi a disposizione
(previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria)
del Servizio di Polizia Postale.
I
gestori hanno tempo 15 giorni per mettersi in regola (adeguamento
sistema informatico ) e 60 gg per inoltrare la richiesta
di licenza al questore.
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